luce nera

17 Marzo 2008 Nessun commento
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un fiore non fa primavera

24 Aprile 2007 1 commento


guardo dentro e trovo che tutto è fuoriuscito
ho lasciato aperta quella fessura piccola e all’apparenza insignificante
eppure sufficiente allo straripamento dell’anima
un’apertura che gridava vita
spalancata al tutto
come un solco divelto di terra su un campo arido, unico spiraglio per una vita che attecchisce
si!
era solo ieri
quando il teatrino aprì il sipario
illuminandomi su quei giochi invisibili che esistono oltre il mio esistere,
in quel pomeriggio incappai nella foschia che rende visibili i fili
di noi burattini in questo mondo….
avrei preferito una luce accecante…
per non vedere …a volte è
meglio non vedere….si !
non vedere davvero!
nello strappo di quelle ore
aspettai con ansia quel calore vero per noi …
aspettai che fosse sera per affogare in abbracci forti dentro e fuori non bisognosi nè di luce nè di ombra
l’attesa fu ripagata
con distese di terre amene!
ma l’occhio vede troppo anche al buio!
abbandonata a te
io
terra fertile!
il cuore fa un tonfo indietro
come
quando
eravamo limpidi,
tutto può risorgere
tutto
può ricominciare!
un velo di baci sembra proteggerci in eterno
ma il pugnale del tempo lo squacia d’improvviso!
è bastato uno sguardo malandrino
a riesumare i fantasmi
a espugnare l’anima risalendo all’esterno da quella infinitesimale fessura!
ed ecco che lo spettacolo continua
il sipario si ritira
e incomincia il secondo atto!
una felina aggressività nasconde lo scheletro debole
con un grande cuore
e la consapevolezza dell’abbandono rende chiaro che
un cuore tagliato resta ferito per sempre!

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dammi da bere….!?

13 Marzo 2007 Nessun commento


mi ridesto dal tormentoso letargo…
in questa armonia di musica primaverile
dove ogni cosa
ha la sua dolce melodia:
il tremito delle foglie sugli alberi
il fremito delle acque
le luci
le ombre
i profumi
gli aliti del terreno umido e caldo,
l’azzurro dei cieli
e il verde delle piante
ed io qui mendicante
ti chiedo
dammi da bere

dissetami
dalle tue labbra!

fotografia di:Cherry Blossom

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porpora

14 Settembre 2006 1 commento


vermiglio
sale
di
saporito sapore
resti dentro mentre tutto fuori scorre
resta muto il ricordo
senza voce alcuna
senza grido
pretendo i miei
sorsi di vita
scippati tra le onde
pretendo
l’anima rubata

rilascia alla brezza
il respiro
di chi
dentro cova
tizzoni d’ essere
lascia al vento
espugnare
questo cuore
e dai fiato alla fiamma
perchè possa ardere libera

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sinuosamente

26 Maggio 2006 1 commento


sinuosamente ti penso
ti avvolgo tra pensieri e respiri
scivola il ricordo sul fianchi
carezza come un soffio l’amarezza della fine
le palme aperte ti lasciano fuggire
non trattengo
resto qui
nel crogiolo
di te
resto tra le pieghe del tuo sapore
resto a solleticare l’Idea
reinventandoti
lezioso
catturato da stringenti voluttà
imprigionato da catene di mollezza
scialacquatore di dolcezza
eterno prigioniero

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l’attrattiva del silenzio

22 Maggio 2006 Nessun commento


nella strada il caos sovrasta
lo stesso vento carpisce le orecchie
frazioni di attimo lasciano ascoltare quel
s i l e n z i o
che si espugna al rumore
esso
grida diritto al cuore
un grido sordo
s i l e n z i o..
un’apnea dell’anima nella quale
si resta prigionieri per la durata di un respiro
e dentro ti
entra l’abisso
una voragine che in quel mentre ribolle trasformandosi in domanda
è strana l’atrattiva del
s i l e n z i o
catalizzatore di pace che fa assaporare l’eterno
calamita che attrae come miele
dolce e amaro il suo fascino
ti seduce , ti prende abbandonandoti poi
al nudo TE!
e tra Te e TE non c’è più silenzio
lì tutto comincia
inizia l’alterco
dove vita, pensieri e parole si rincorrono senza sosta….
s i l e n z i o …
tendi l’orecchio in questa stupenda conchiglia
si muove
il mare di SE’
ascolta…
è questo il TUO
s i l e n z i o!

foto di : Nikolay Chigirev

tic tac

17 Novembre 2005 1 commento


martellante ticchettio che scende
assolo senza euguali…
ti ascolto nella tua danza
beatamente assaporo con che impeto ti dimeni…
tra pieghe di rumore cerco il silenzio,
quel silenzio che disegna la distanza tra il tuo tic ed il tuo tac
e con sorpresa mi tuffo nell’attesa
è un lago che mette pace
porta del bene
e scalda quel desiderio di compensazione che latente resta sopito in fondo al cuore
e nell’attesa attendo
nell’attesa tendo
dentro me calma apparente
nulla è tranquillo
ogni cosa si muove verso quel crepuscolo che infiamma e
fa crepitare il desiderio di te!

immagine di:Mehmet Ozgur

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il mio treno di paesaggi

19 Maggio 2005 1 commento


riflessioni di viaggio … in un ordinario pomeriggio di maggio

Come coste di velluto l ‘oro delle spighe recise … segna i campi indelebile cucitura del vivo passato.

I verdi capelli mossi dal vento…
da lontan salutano …da vicino sovrastano

Terra che scende…che sale …che copre, lucida al sole…
zolle ora opache e brune che abbozzano percorsi

Pezze …rigate…orizzontali…verticali compongono il puzzle della verzura…
tasselli multiformi che vivificano lo sguardo…sterminato ventaglio policromo mosso da Colui che genera

Acqua …spruzzi che inondano e placano l’arsura … che si mescolano al sudore di colui che fatica chino

Rosso…giallo…viola … bandiere srotolate nel verde
Lavanda…ginestre…papaveri…fiori bianchi.. bouquet …tripudio di sensi e colori
in mezzo all’ erbaggio .. il fiume … scorre

Ferro …che corre e divide soltanto percorrendo sè … con linea continua si snoda ed unisce ogni dove … segmenti di spazio alla rincorsa di un tempo anche per l’anima

verde brillante …lacrime di gioia

Crepature di terra disegnano motivi atavici …che suggeriscono moderne ed astratte geometrie
forme brune infestate da verdi lentiggini

stagni vitrei … ove… eminenti le esili altissime sventolano il loro pizzo biondo …mentre …diritte …in un latente schema paratattico… stanno astanti in fila per lo spettacolo bello… contornando la palude salmastra.

E …la stazione del cuore…è ancora lontana

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una CROCIATA si! …. ma ….contro chi?

13 Maggio 2005 4 commenti


arriverò forse in ritardo… come al solito… presa da mille cose e dalla frenesia del divenire … ecco però cosa mi è capitato l’altra sera … serata al cinema… belle scene e attori fantastici anche la recitazione è ok … ma c’è qualcosa che non và… qualcosa che rasenta davvero il falso storico…naaaaa, dai! (mi dico) sarà solo la mia deformazione professionale …. eppure, eppure! è un colossal !! o presto lo sarà!
…la notte porterà consiglio dai!!….(ne dubito!) ma …un MA grande restaaaaaa!
mattino seguente… casa… pace… un buon caffè, poltrona DOC … una panoramica sulla stanza prima di quella sul mondo e… lo sguardo cade su una pila di quotidiani lasciati oramai da giorni sedimentarsi sul tavolino della sala … apro un quotidiano, leggo e … il mio MA trova solidale supporto, nella mia riflessione … un ma svelato…e sicuramente condiviso!

leggete anche voi con me:

Dopo il Codice da Vinci, arriva un altro grande falso storico.
L’ultimo film di Ridley Scott: una vera e propria dichiarazione di guerra alle nostre già calpestate radici cristiane…

di Renato Farina

Qui racconteremo l’ultima crociata (o mezzalunata, fate voi) dell’Occidente malato contro se stesso. Comincia venerdì, e non sappiamo quanti danni farà. Non ce la prendiamo più di tanto, perché piove sul bagnato. Non si tratta di uno sbarco di armigeri. Anzi si tratta proprio di questo: ma solo in un film. Un film che è un atto di guerra vero e proprio contro le nostre povere radici cristiane, polverizzate, trattate come un concime di sventura. Come diceva papa Ratzinger? Ah sì: la dittatura del relativismo. Sarebbe una didascalia perfetta per quest’opera gigantesca. Ecco la cronaca da locandina cinematografica. Uscirà venerdì in tutto il mondo. È uno spettacolo grandioso costato 150 milioni di dollari; e probabilmente ne incasserà il triplo o il quadruplo. Si chiama «Le crociate». Il regista è Ridley Scott, lo sceneggiatore William Monahan. Gli attori più importanti sono Orlando Bloom, nella parte di Baliano, il protagonista. Eva Green fa la bellissima e lentigginosa regina Sibylla. C’è anche Saladino, interpretato stupendamente da Ghassan Massoud. L’ho visto in anteprima ieri. La trama In Francia, intorno al 1185, vive il maniscalco Baliano. Si capisce subito chi sono i cattivi. Un prete fa tagliare la testa al cadavere della moglie suicida di Baliano, non contento le porta via la croce d’oro dal collo. Secondo voi che farà il marito? Brucia vivo il prete, e noi tifiamo perché soffra di più. Dopo di che il maniscalco si aggrega a un gruppo di crociati che vanno a Gerusalemme. Tra essi c’è il barone Goffredo di Ibelin, che si rivelerà subito come suo padre. Goffredo è custode del regno latino di Gerusalemme. Un luogo dove vivono in perfetta fusione, sotto re Baldovino, cristiani e musulmani. Vero. Fino a quando arriverà Saladino. Ma qui la storia è capovolta. Saladino è come Bolivar: el libertador. Ma non anticipiamo il finale. Baliano è fatto cavaliere. Giura di essere intrepido, di dire la verità e di proteggere gli indifesi. A questo crede e crederà sempre. Un credo laico, anzi ateo, un ateismo da pensiero debole. Come mai non crede più? Sul Calvario, Dio non gli parla. Si immaginava che il Signore gli sussurrasse qualcosa. Niente. Un prete ospedaliero, un Cavaliere di San Giovanni, l’unica figura cristiana positiva del film, gli spiega che le religioni fanno tutte quante schifo. Uccidono l’uomo. Dio è questo: la nostra coscienza che dice: «Fà la cosa giusta», come la canzone di Er Piotta. A Gerusalemme ci sono gli uomini più cattivi visti mai in circolazione: i Cavalieri templari. Mentre Baldovino, il re lebbroso opera per la pace e la concordia, ci sono i Cavalieri fondamentalisti. Il fondamentalismo apprendiamo che nasce da costoro. Non credono ovviamente in Dio, fanno finta, anche se gridano “Dio lo vuole”. In realtà pensano a depredare e alla gloria. Questo è possibilissimo. Conosciamo le miserie umane. Ma questi difetti invece sono assenti dalle parti di Saladino. Uomo di virtù appare come una specie di pacifista. Ha un esercito di 200mila guerrieri, ma è un caso, chissà perché li ha, visto che vuole la pace. Intanto i templari fanno morire il re e conquistano il trono con il delitto. La guerra diventa sicura. Al centro c’è la figura di un vescovo vestito di bianco, che continua a mangiare, e grida come un’aquila sciocchezze da pazzoide. I templari muovono alla guerra e sono fatti a pezzi. Lo spettatore è indotto a tifare con tutto il cuore per l’esercito delle scimitarre contro i crociati. Si capisce chi sono i buoni (gli islamici) e chi i cattivi (i cristiani). Nel film è proprio così. Nella storia non proprio. Una prova? Sentite cosa scrive Franco Cardini proprio in riferimento a quegli anni: «Molte fonti europee attribuiscono loro vizi e peccati: magia nera e sodomia, crudeltà e usura; per contro, i loro acerrimi avversari arabi ce ne hanno lasciato un quadro improntato spesso a simpatia, ad ammirazione, ad amicizia. Ascoltiamo il sensibile e raffinato emiro Usama: «Quando visitai Gerusalemme io solevo entrare nella moschea al-Aqsa, al cui fianco c’era un piccolo oratorio, di cui i Franchi avevan fatto una chiesa. Quando dunque entravo nella moschea al- Aqsa, dov’erano insediati i miei amici Templari, essi mi mettevano a disposizione quel piccolo oratorio per compiervi le mie preghiere ». Ma nel film sono mascalzoni, atei e spergiuri. Morti loro, tocca a Baliano, che comanda Gerusalemme, difenderla dal Saladino. L’eroe del film ha rifiutato il trono offertole da Sibylla perché rifugge dal potere e vuole la purezza assoluta. Egli sa che «Gerusalemme è niente». Non gli importa delle religioni. «I profeti Gesù e Maometto sono assenti». Difende il popolo. Macchine leonardesche E qui assistiamo a grandiose scene di battaglia. Baliano inventa macchine leonardesche che fermano Saladino. Il quale offre la salvezza in cambio della resa. Il vescovo di Gerusalemme propone per scamparla: «Convertiamoci all’Islam, poi ci pentiamo ». Baliano commenta: «Ho imparato da voi cos’è la religione». Cioè pura violenza, inganno, e aggiungete qualsiasi parola ignominiosa. (Naturalmente non andò proprio così. Secondo un’usanza ben nota, il Saraceno concesse la libertà in cambio di congruo riscatto. Chi non aveva denari fu fatto schiavo. Fu semmail il fratello di Saladinio, Al-Adil, a liberare mille cristiani). Abbandonata Gerusalemme, Baliano e Sibylla tornano in Francia. Saladino mostra la tolleranza dell’Islam tirando su da terra un crocefisso d’oro e risistemandolo su un altare, mentre nella cristianità si invoca l’uccisione dei saraceni. L’ultima immagine mostra i due piccioncini raccogliere un ramo di pesco o di albicocco in fiore e rifiutare di seguire Re Riccardo. Fecero bene. Ovvio. Ma il significato di questa gigantesca panzana epica e storica è così chiaro da far spavento. Se vogliamo salvarci dobbiamo rinunciare alla fede cristiana. Baliano difende i valori del mondo cavalleresco: difendere le vedove e gli orfani, morire per questo anche combattendo. Ma non sono proprio questi i valori nati dal cristianesimo? Come possono star su da soli, se si crede solo ai propri dubbi? Sarà un successo. Anche furbesco. Nel film è stata tagliata una scena, dov’era proprio il Papa ad essere il più bestiale di tutti. Nella sceneggiatura c’è questa nota: il Papa deve avere la faccia del Padrino. Poi però, forse vista la popolarità dei Papi di questi tempi, si è soprasseduto. Che pena. Questo è il modo con cui l’Occidente continua il suo paziente lavoro per disintegrarsi. Dico l’Occidente, ma bisognerebbe dire l’umanità in generale. E dire che ci sono musiche religiose bellissime, canzoni medievali stupefacenti nel film. Da qualche civiltà devono essere pur nate. Ci vorrebbe un altro film.

E la Crociata è contro i cristiani, Libero, 5 maggio 2005

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scoramento

28 Aprile 2005 Nessun commento


noia distillata…
attendo…
in muto fremito …
che questa preziosa goccia…
mi colpisca!
“eppur si muove”!

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